• centro storico : La curtis di Campagnatico fa parte di quelle proprietà nel rosellano che il papato tentò di rivendicare in età longobarda. Il castello, di proprietà aldobrandesca, era già stato edificato nel 973 e si tratta di uno dei più antichi attestati in Maremma. La pieve di C. è documentata per la prima volta nel 1018: essa sorge su un asse viario che dal periodo etrusco doveva collegare l’ Etruria costiera con l’ interno. E infatti fu edificata sulle rovine di una villa romana che era stata costruita in prossimità di una sorgente (in particolare la chiesa è stata ricavata dalla cisterna. La pieve fu trasferita nel XIII secolo nel castello dove sorge tutt’ora. Il castello era proprietà dell’ Abbazia di S. Salvatore al Monte Amiata dalla fine del X secolo fino al XIII quando nel 1249 i Senesi vi insediarono un ufficiale cittadino ed una guardia della torre. Dopo alterne vicende, nel 1282 il castello divenne definitivamente possesso senese. Il castello si dispone su una sommità allungata che ha per estremi da un lato la rocca aldobrandesca, sul pianoro sommitale e prossima all’ accesso al villaggio, e dall’ altro la pieve di S. Giovanni esterna al primo nucleo come a Grosseto e Montepescali. La rocca è un compleso presso la porta della cinta medievale, costituito da una torre a base rettangolare (ca. 3 x 4 m.) cui si addossa un altro ambiente rettangolare (ca 20 x 6 m.) che aveva in origine almeno due piani, il secondo dei quali voltato. Questo complesso è datato in loco al IX secolo, ma senza supporto, mentre rientra nell’ attività costruttiva signorile. La cinta bassomedievale in pietra è conservata per ampi tratti sul versante sud, con porta, fino alla pieve di S. Giovanni. Questa, in stile gotico, si appoggia ad un torrione con angolari ben costruiti che ne diventa l’ absidiola sud (e gli angolari dell’ abside maggiore e di quella nord riprendono questa tecnica). Le mura si seguono poi per un lungo tratto sul versante nord con una tessitura diversa rispetto al versante sud: piuttosto sommaria costituita da conci spesso non squadrati e con frequenti zeppe, difficoltà a seguire corsi orizzontali. Le mura sul versante sud inglobano anche la parte posteriore di una chiesa tardoromanica dedicata a S. Antonio di cui si conserva la facciata in filarotto di conci di arenaria.