Castiglione della Pescaia – 30 km (30 minuti)

19 08 2006

Castiglione della Pescaia
porto turistico
spiagge: per la qualità del mare e delle spiagge, la cura ambientale e le attrezzature è considerata una esclusiva meta turistica, premiata nel 2005 con le 5 vele di Legambiente posizionandosi prima località balneare per qualità ambientale e turistica nella classifica annuale di Legambiente e Touring Club.
• La Daccia Botrona : Le due aree palustri contigue di Diaccia e Botrona costituiscono uno dei comprensori umidi più vasti ed interessanti della costa tirrenica. Tutta la zona era un tempo sommersa dalle acque del lago Prile, delle quali la Diaccia-Botrona rappresenta l’ultimo territorio “relitto”. Separata dal mare dal lungo tombolo costiero che va da Principina a Mare a Castiglione della Pescaia, la palude e’ oggi tra le più importanti nel sottosistema delle aree umide costiere, sia per la sua notevole estensione che per la posizione strategica rispetto alle altre zone palustri. Da segnalare la presenza di testimonianze, storiche (isola Clodia, Badiola al Fango) e storico-architettoniche (Casa Rossa o Casa Ximenes).
La Diaccia-Botrona e’ caratterizzata da uno splendido paesaggio tipicamente palustre, piuttosto uniforme, dove domina la vegetazione tipica degli ambienti umidi molto aperti, a discapito della presenza di alberi ed arbusti, che risultano abbastanza rari e localizzati. I chiari, i canali, i canneti e le giuncaie, incorniciati dalle immense pinete del tombolo costiero, formano un paesaggio unico nel suo genere. Tutta la zona e’ pianeggiante, al livello del mare, avendo come unici rialzamenti gli argini dei canali interni e la collinetta dell’Isola Clodia. Come per le aree precedenti, la fauna ornitica costituisce anche per la Diaccia-Botrona l’elemento faunistico più rilevante, di elevato interesse naturalistico.
Numerose sono le specie presenti: tra gli estivanti e gli svernanti troviamo individui appartenenti a quasi tutte le specie presenti in Italia, tra cui l’airone rosso, il cavaliere d’Italia, la ghiandaia marina, ecc. Negli ultimi anni, con la cessazione della attività venatoria, tutta la zona palustre ha visto incrementare notevolmente il numero delle presenze ornitiche, con la comparsa di autentiche rarita’ per l’area, come, recentemente, il fenicottero rosa.
• centro storico : L’ area di C. è densamente abitata fin dall’ età romana. Il villaggio con porto di Le Paduline-Serrata Martini erroneamente identificato con la mansio di Salebrone sulla via Aurelia, è in realtà il porto Ad lacum Aprilem citato dall’ itinerario marittimo. La località era di vitale importanza strategica, posta all’ imbocco del Prile e lungo una importante strada romana di raccordo dei porti tirrenici, seppure non identificabile con l’ Aurelia-Aemilia Scauri. Il superamento della foce del Prile era permesso nel medioevo da un traghetto. I dati archeologici confermano una frequenza fino a tutto il VI secolo. Successivamente sul fianco del colle che guarda verso il mare è una necropoli di età longobarda databile al pieno VII. Assieme a Buriano, Campagnatico, una non meglio identificata curtis de Flacianum (ma ubicabile presso Casoni del Terzo ad ovest di Roselle, in pianura), C. è un possedimento pontificio che il Papa tenta di rivendicare nella prima metà dell’ VIII secolo (vedi Buriano). Qui tuttavia erano confluiti gli interessi chiusini, come attesta la falsa donazione di Ludovico il Pio al monastero di S. Antimo dell’ 814, in cui viene donata piscaria a mare medietate cum medietate de ipsa curte vel casas ad ipsa Piscaria pertinentes, que fuerunt de publico civitatis clusine. L’ economia di C. deriva essenzialmente dallo sfruttamento delle risorse ittiche del Prile e dalle saline il cui uso è attestato fino al 1386 quando vennero abbandonate. Poiché la zona era di vitale importanza strategica, il debole vescovato rosellano-grossetano non ebbe mai qui grandi proprietà. Nel privilegio di Clemente III, infatti, la sola proprietà citata è una cappella. La pieve, citata dal 1051 è tra i beni confermati da Arrigo III a S. Antimo e una bolla di Anastasio IV del 1153 la definisce pieve. In questo documento si confermano i diritti già conferiti da papa Giovanni XV nel 992, pertanto la chiesa doveva esistere almeno nel X secolo. Nel XII secolo i Lambardi di Buriano avevano usurpato diritti su C. che versava in stato di degrado come attesta il diploma di Rainaldo di Dassel del 1163. Fece seguito l’ influenza pisana che terminò solo con la conquista fiorentina di Pisa. Dopo alterne vicende il castello ed il suo territorio passarono in feudo privato a Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I dei Medici. Il castello ha subito, come molti altri della Maremma, profonde ristrutturazioni nel rinascimento a causa delle mutate tecniche poliorcetiche e della rinnovata importanza strategica di alcuni punti fortificati, soprattutto lungo la costa e nell’ interno sovanese. Il castello deve avere origine altomedievale come testimonia indirettamente la necropoli longobarda rinvenuta lungo il crinale del colle, verso ovest. In questo caso la risalita dal vicino abitato di pianura a Le Paduline-Serrata Martini databile fino a tutto il VI secolo, sembra motivato da ragioni strategiche. Castiglione potrebbe infatti essere uno dei castelli bizantini dislocati lungo la costa.La profonda ristrutturazione rinascimentale ha portato la costruzione dei bastioni circolari e della rocca triangolare sulla sommità.
• Castellaccio del Prile : (Quota S.L.M. 287) il castello sorge su una delle estreme propaggini delle colline che delimitano la riva settentrionale del Prile e si presenta cinto da una cortina muraria di cui rimangono resti ben visibili soprattutto verso ovest. La struttura di questo muro di cinta è a sacco interno ed incamiciatura fatta di conci di pietra sbozzati, ma non rifiniti, disposti a formare filari regolari. Sul sito sono nettamente distinguibili un’ area sommmitale ed un borgo, di cui non è possibile fornire dimensioni esatte a causa della folta vegetazione. Alcuni lotti di case tuttavia sono più leggibili e si presentano di forma quadrangolare e disposte a terrazze seguendo l’ andamento delle curve di livello. I resti di una rocca sono visibili nell’ area sommitale. Adiacente a questa è anche una cisterna, ben intonacata internamente, di circa 4 x 3 m. alta 5. A questa si addossa uno spesso muro forse una recinzione del cassero. Sono stati infine individuati alcuni lacerti di muratura costituita da pietre sommariamente sbozzate disposte a formare corsi pseud-orizzontali legati con terra o murati a secco. In via preliminare potremmo individuare qui degli interventi anteriori al compleso del castello che si inquadra nel bassomedioevo.





Marina di Grosseto – 32 km (30 minuti)

19 08 2006

Spiagge a grande concentrazione di presenze dovute alla grande espansione degli ultimi anni;
Porto turistico San Roccowww.marinadisanrocco.it inaugurato nel 2003;

Il centro abitato sorge intorno all’antico nucleo di San Rocco e le prime notizie di un insediamento residenziale risalgono al 1793 quando fu terminata la “torre del sale” commissionata da Ferdinando III di Lorena.

In quel periodo il borgo marinaro di San Rocco era uno dei quattro posti di guardia istituiti per presidiare la costa dopo l’epidemia di peste che aveva colpito la città francese di Marsiglia.

La moda dei bagni di mare sulla costa grossetana ha preso campo sul finire dell’800 quando i giovani erano soliti avventurarsi dalla città (per mezzo di carrozze a cavallo) nelle spiagge paludose e allora quasi disabitate per sfuggire all’afa e alla noia cittadine e trovare in riva al mare refrigerio e svago.

Per le sue acque pulite Marina di Grosseto ha ricevuto la Bandiera Blu della FEEE (Foundation for Environmental Education in Europe). Situata al confine con il Parco Naturale della Maremma, poco distante dalla foce del fiume Ombrone, Marina di Grosseto ha subito una forte urbanizzazione dall’inizio del ‘900 e ancor più dopo l’opera di bonifica che ha interessato tutto il comprensorio maremmano negli anni ‘30.

Durante l’estate, il 16 agosto, si festeggia San Rocco, patrono della cittadina, con una sfilata di carri allegorici per la passeggiata in centro, e con fuochi d’artificio lanciati dalla riva del mare.





Marina di Alberese – 43 km 40 min

19 08 2006

Maremma Natural Park:itinerario a7 (foce del Fiume Ombrone)
ingresso a partire dalle ore 7.30 con uscita obbligatoria alle ore 20.00 (km. 4.5 – tempo di visita ore 2.30) si consiglia la visita nel primo mattino o nel tardo pomeriggio





Talamone – 50 km 45 min

13 04 2005

• Resti del tempio di Talamonaccio VI sec. a.C. (i resti del tempio sono interamente recintati, visibili ma non accessibili





Punta Ala – 51 km 50 min

13 04 2005

yacht club
spiagge
golf: Golf Club Punta Ala
Via del Golf, 1 – Tel. 0564.922121 – 922719
18 buche, mt. 6168, Par 72, S.S.S. 72
campo pratica, pro-shop, golf car, carrelli manuali
aperto tutto l’ anno
Ristorante 0564.922643

Punta Ala net





Piombino – 60 km 45 min

10 04 2005

traghetti per:
Bastia, Portoferraio, Isola d’Elba, aeroporto isola d’Elba, pianosa (vedi isole)





Populonia – 65 km (40 minuti)

10 04 2005

Il Castello di Populonia è un residence privato.
Populonia
visita di 5/6 ore
Parco archeologico di Baratti e Populonia
• marzo a maggio: 9.00 all’imbrunire – chiuso il lunedì
• giugno a settembre: 9.00-20.00 – chiuso martedì tranne luglio e agosto
• ottobre a febbraio: sabato e domenica: 9.00-17.00 e feriali 9.00-14.00 – chiuso lunedì





Orbetello – 65 km 45 min

10 04 2005

Cinta muraria del III sec. a.C. visibili sul Lungolaguna delle Crociere, che costeggia la laguna di Levante, sia sul Lungolaguna di Ponente

• Il frontone del tempio di Talamone (ospitato presso l’ex caserma Umberto I di fronte al duomo – novembre a febbraio 9.00 alle 12.30 e 16.00 alle 19.00 – marzo a giugno 10.00 alle 12.30 e 16.00 alle 20.00 – luglio agosto 10.00 alle 12.30 e 17.00 alle 21.00 – settembre ottobre 10.00 alle 12.30 e 16.00 alle 20.00)

• Antiquarium presso la seicentesca polveriera Guzman





Porto Santo Stefano – 67 km 50 min

10 04 2005

M. Argentario – traghetti per Giannutri, Giglio (vedi isole)





Cosa – 69 km 50 min

9 04 2005

• Museo Nazionale – Area archeologica e Antiquarium – tel 0564881421 – maggio a settembre 9.00 alle 19.00 – ottobre a aprile 9.00 alle 14.00 – mura, abitato, foro, acropoli, Portus Cosanus, fenditura artificiale Tagliata Etrusca





Porto Ercole – 72 km 55 min

9 04 2005


La Rocca, raggiungibile attraverso una deviazione dalla strada panoramica, domina il paese: la fortificazione è stata costruita a più riprese tra il periodo medievale e l’epoca rinascimentale attorno a strutture preesistenti.





Livorno – 125 km (1 ora 20)

21 08 2004

Portoharbour, traghetti per Gorgona e Capraia
Il dialetto livornese è molto discostante da quelli parlati nel resto della toscana, addirittura certe volte anche da paesini della sua provincia.La leggenda vuole che sia un misto tra napoletano ed ebraico.Infatti i napoletani cercando un posto dove lavorare i propri coralli grezzi si imbatterono nella comunità ebraica di livorno, trovarono subito in loro dei bravissimi orafi. Naque così una collaborazione, infatti i napoletani importavano corallo grezzo e gli ebrei gli applicavano delle decorazioni in oro. Nel tentativo di capirsi mescolarono parole ed espressioni. La leggenda vuole questa come spiegazione. Anche se la leggenda è un pò fantasiosa, come spesso accade incorpora fatti reali, infatti le varie culture che si potevano incontrare solo a livorno hanno notevolmente arricchito e caratterizzato il vernacolo livornese.
Livorno, Porto
Il porto
Livorno sec. XVII
XVIII sec.
Livorno, Fortezza Vecchia (XI sec - 1534)
Fortezza Vecchia (sec. XI – 1534)
Livorno, Fortezza Nuova (1590-1600)
Fortezza Nuova (1590-1600)
Livorno, Fosso Reale
Fosso Reale
Livorno, Terrazza Mascagni
Terrazza Mascagni (1925-1943)
Livorno, Venezia Vecchia
Quartiere Venezzia Vecchia





Pisa – 172 km (1ora 20)

21 08 2004