
• porto turistico
• spiagge: per la qualità del mare e delle spiagge, la cura ambientale e le attrezzature è considerata una esclusiva meta turistica, premiata nel 2005 con le 5 vele di Legambiente posizionandosi prima località balneare per qualità ambientale e turistica nella classifica annuale di Legambiente e Touring Club.
• La Daccia Botrona : Le due aree palustri contigue di Diaccia e Botrona costituiscono uno dei comprensori umidi più vasti ed interessanti della costa tirrenica. Tutta la zona era un tempo sommersa dalle acque del lago Prile, delle quali la Diaccia-Botrona rappresenta l’ultimo territorio “relitto”. Separata dal mare dal lungo tombolo costiero che va da Principina a Mare a Castiglione della Pescaia, la palude e’ oggi tra le più importanti nel sottosistema delle aree umide costiere, sia per la sua notevole estensione che per la posizione strategica rispetto alle altre zone palustri. Da segnalare la presenza di testimonianze, storiche (isola Clodia, Badiola al Fango) e storico-architettoniche (Casa Rossa o Casa Ximenes).
La Diaccia-Botrona e’ caratterizzata da uno splendido paesaggio tipicamente palustre, piuttosto uniforme, dove domina la vegetazione tipica degli ambienti umidi molto aperti, a discapito della presenza di alberi ed arbusti, che risultano abbastanza rari e localizzati. I chiari, i canali, i canneti e le giuncaie, incorniciati dalle immense pinete del tombolo costiero, formano un paesaggio unico nel suo genere. Tutta la zona e’ pianeggiante, al livello del mare, avendo come unici rialzamenti gli argini dei canali interni e la collinetta dell’Isola Clodia. Come per le aree precedenti, la fauna ornitica costituisce anche per la Diaccia-Botrona l’elemento faunistico più rilevante, di elevato interesse naturalistico.
Numerose sono le specie presenti: tra gli estivanti e gli svernanti troviamo individui appartenenti a quasi tutte le specie presenti in Italia, tra cui l’airone rosso, il cavaliere d’Italia, la ghiandaia marina, ecc. Negli ultimi anni, con la cessazione della attività venatoria, tutta la zona palustre ha visto incrementare notevolmente il numero delle presenze ornitiche, con la comparsa di autentiche rarita’ per l’area, come, recentemente, il fenicottero rosa.
• centro storico : L’ area di C. è densamente abitata fin dall’ età romana. Il villaggio con porto di Le Paduline-Serrata Martini erroneamente identificato con la mansio di Salebrone sulla via Aurelia, è in realtà il porto Ad lacum Aprilem citato dall’ itinerario marittimo. La località era di vitale importanza strategica, posta all’ imbocco del Prile e lungo una importante strada romana di raccordo dei porti tirrenici, seppure non identificabile con l’ Aurelia-Aemilia Scauri. Il superamento della foce del Prile era permesso nel medioevo da un traghetto. I dati archeologici confermano una frequenza fino a tutto il VI secolo. Successivamente sul fianco del colle che guarda verso il mare è una necropoli di età longobarda databile al pieno VII. Assieme a Buriano, Campagnatico, una non meglio identificata curtis de Flacianum (ma ubicabile presso Casoni del Terzo ad ovest di Roselle, in pianura), C. è un possedimento pontificio che il Papa tenta di rivendicare nella prima metà dell’ VIII secolo (vedi Buriano). Qui tuttavia erano confluiti gli interessi chiusini, come attesta la falsa donazione di Ludovico il Pio al monastero di S. Antimo dell’ 814, in cui viene donata piscaria a mare medietate cum medietate de ipsa curte vel casas ad ipsa Piscaria pertinentes, que fuerunt de publico civitatis clusine. L’ economia di C. deriva essenzialmente dallo sfruttamento delle risorse ittiche del Prile e dalle saline il cui uso è attestato fino al 1386 quando vennero abbandonate. Poiché la zona era di vitale importanza strategica, il debole vescovato rosellano-grossetano non ebbe mai qui grandi proprietà. Nel privilegio di Clemente III, infatti, la sola proprietà citata è una cappella. La pieve, citata dal 1051 è tra i beni confermati da Arrigo III a S. Antimo e una bolla di Anastasio IV del 1153 la definisce pieve. In questo documento si confermano i diritti già conferiti da papa Giovanni XV nel 992, pertanto la chiesa doveva esistere almeno nel X secolo. Nel XII secolo i Lambardi di Buriano avevano usurpato diritti su C. che versava in stato di degrado come attesta il diploma di Rainaldo di Dassel del 1163. Fece seguito l’ influenza pisana che terminò solo con la conquista fiorentina di Pisa. Dopo alterne vicende il castello ed il suo territorio passarono in feudo privato a Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I dei Medici. Il castello ha subito, come molti altri della Maremma, profonde ristrutturazioni nel rinascimento a causa delle mutate tecniche poliorcetiche e della rinnovata importanza strategica di alcuni punti fortificati, soprattutto lungo la costa e nell’ interno sovanese. Il castello deve avere origine altomedievale come testimonia indirettamente la necropoli longobarda rinvenuta lungo il crinale del colle, verso ovest. In questo caso la risalita dal vicino abitato di pianura a Le Paduline-Serrata Martini databile fino a tutto il VI secolo, sembra motivato da ragioni strategiche. Castiglione potrebbe infatti essere uno dei castelli bizantini dislocati lungo la costa.La profonda ristrutturazione rinascimentale ha portato la costruzione dei bastioni circolari e della rocca triangolare sulla sommità.
• Castellaccio del Prile : (Quota S.L.M. 287) il castello sorge su una delle estreme propaggini delle colline che delimitano la riva settentrionale del Prile e si presenta cinto da una cortina muraria di cui rimangono resti ben visibili soprattutto verso ovest. La struttura di questo muro di cinta è a sacco interno ed incamiciatura fatta di conci di pietra sbozzati, ma non rifiniti, disposti a formare filari regolari. Sul sito sono nettamente distinguibili un’ area sommmitale ed un borgo, di cui non è possibile fornire dimensioni esatte a causa della folta vegetazione. Alcuni lotti di case tuttavia sono più leggibili e si presentano di forma quadrangolare e disposte a terrazze seguendo l’ andamento delle curve di livello. I resti di una rocca sono visibili nell’ area sommitale. Adiacente a questa è anche una cisterna, ben intonacata internamente, di circa 4 x 3 m. alta 5. A questa si addossa uno spesso muro forse una recinzione del cassero. Sono stati infine individuati alcuni lacerti di muratura costituita da pietre sommariamente sbozzate disposte a formare corsi pseud-orizzontali legati con terra o murati a secco. In via preliminare potremmo individuare qui degli interventi anteriori al compleso del castello che si inquadra nel bassomedioevo.
Castiglione della Pescaia – 30 km (30 minuti)
19 08 2006Commenti : Lascia un commento »
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Marina di Alberese – 43 km 40 min
19 08 2006Commenti : Lascia un commento »
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Monte Amiata – 74 km 1.40 hr
7 04 2005Commenti : Lascia un commento »
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